Terremoto di magnitudo Md 3.1 del 16-06-2001 ore 03:24:03 (Italia) in zona: 2 km E Pesche (IS)

Un terremoto di magnitudo Md 3.1 è avvenuto nella zona: 2 km E Pesche (IS), il

  • 16-06-2001 01:24:03 (UTC)
  • 16-06-2001 03:24:03 (UTC +02:00) ora italiana

con coordinate geografiche (lat, lon) 41.6200, 14.3050 ad una profondità di 5 km.

Il terremoto è stato localizzato da: Bollettino Sismico Italiano INGV.

Ricerca terremoti: Qualsiasi nel raggio di 30 km

I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare tali stime.

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Comuni entro 20 km dall'epicentro

Le distanze sono calcolate in base alle coordinate geografiche del Municipio (Istat).
Comune Prov Dist Pop Cum Pop
Pesche IS 2 1661 1661
Sessano del Molise IS 3 727 2388
Carpinone IS 4 1157 3545
Miranda IS 6 1047 4592
Pettoranello del Molise IS 6 460 5052
Pescolanciano IS 7 855 5907
Isernia IS 7 21842 27749
Castelpetroso IS 7 1680 29429
Santa Maria del Molise IS 9 665 30094
Chiauci IS 9 233 30327
Civitanova del Sannio IS 10 945 31272
Carovilli IS 11 1359 32631
Roccasicura IS 11 550 33181
Sant'Agapito IS 11 1496 34677
Macchiagodena IS 11 1854 36531
Castelpizzuto IS 11 155 36686
Longano IS 12 690 37376
Frosolone IS 12 3170 40546
Macchia d'Isernia IS 13 1035 41581
Cantalupo nel Sannio IS 13 739 42320
Forlì del Sannio IS 13 675 42995
Duronia CB 14 405 43400
Fornelli IS 14 1909 45309
Acquaviva d'Isernia IS 14 425 45734
Roccamandolfi IS 15 938 46672
Sant'Elena Sannita IS 15 275 46947
Monteroduni IS 15 2264 49211
Molise CB 16 167 49378
Bagnoli del Trigno IS 16 735 50113
Pietrabbondante IS 16 759 50872
Montaquila IS 17 2456 53328
San Massimo CB 17 855 54183
Colli a Volturno IS 17 1349 55532
Cerro al Volturno IS 17 1281 56813
Rionero Sannitico IS 17 1118 57931
Spinete CB 17 1320 59251
Vastogirardi IS 18 704 59955
Rocchetta a Volturno IS 18 1113 61068
Torella del Sannio CB 18 795 61863
Gallo Matese CE 18 579 62442
Castelverrino IS 18 115 62557
Casalciprano CB 19 564 63121
Letino CE 19 712 63833
Pietracupa CB 19 215 64048
Poggio Sannita IS 20 702 64750

Città più vicine con almeno 50000 abitanti

Il terremoto è stato localizzato
61 Km a N di Caserta (76326 abitanti)
67 Km a NW di Benevento (60091 abitanti)
72 Km a N di Aversa (53047 abitanti)
75 Km a N di Acerra (59573 abitanti)
77 Km a N di Giugliano in Campania (122974 abitanti)
78 Km a N di Afragola (65057 abitanti)
79 Km a N di Casoria (77642 abitanti)
81 Km a N di Marano di Napoli (59874 abitanti)
82 Km a S di Chieti (51815 abitanti)
87 Km a N di Napoli (974074 abitanti)
88 Km a N di Pozzuoli (81661 abitanti)
89 Km a NW di Avellino (54857 abitanti)
89 Km a N di Portici (55274 abitanti)
90 Km a W di San Severo (53905 abitanti)
90 Km a N di Ercolano (53709 abitanti)
93 Km a N di Torre del Greco (86275 abitanti)
94 Km a S di Pescara (121014 abitanti)
99 Km a N di Scafati (50787 abitanti)
100 Km a S di Montesilvano (53738 abitanti)
Sismicità recente e storica

Queste mappe mostrano l'attività sismica della zona in diversi intervalli temporali, precedenti all’evento sismico a cui si riferiscono. Per quel che riguarda le prime due mappe, i dati riportati provengono dalle analisi effettuate in tempo reale dal personale delle Sale Operative dell'INGV subito dopo ogni terremoto. La terza mappa mostra i dati dal 1985 alla data del terremoto: le localizzazioni sono riviste dagli analisti sismologi del Bollettino Sismico Italiano dell'INGV. I parametri della localizzazione (coordinate ipocentrali e magnitudo) sono la migliore stima possibile con i dati a disposizione dell’INGV, ma sono costantemente aggiornati in funzione di ulteriori dati che si rendano disponibili. I parametri della localizzazione e della magnitudo, successivamente rivisti dagli analisti sismologi, possono variare.

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 0.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, nelle 72 ore precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 2.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi, confinanti nei 90 giorni precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 3.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, dal 1985 alla data di questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dall'anno 1000 al 2019

I terremoti dall'anno 1000 al 2019

In questa mappa sono riportati i terremoti del catalogo storico CPTI15 (Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, v3.0, https://doi.org/10.13127/cpti/cpti15.3) dall'anno 1000 all'anno 2019. La grandezza del quadrato indica le diverse classi di magnitudo. Per gli eventi di magnitudo stimata ≥ 6.0 è indicato l'anno in cui è avvenuto il terremoto. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Pericolosità sismica

Con pericolosità sismica si intende lo scuotimento del suolo atteso in un sito a causa di un terremoto. Essendo prevalentemente un’analisi di tipo probabilistico, si può definire un certo scuotimento solo associato alla probabilità di accadimento nel prossimo futuro. Non si tratta pertanto di previsione deterministica dei terremoti, obiettivo lungi dal poter essere raggiunto ancora in tutto il mondo, né del massimo terremoto possibile in un’area, in quanto il terremoto massimo ha comunque probabilità di verificarsi molto basse.

Nel 2004 è stata rilasciata questa mappa della pericolosità sismica (http://zonesismiche.mi.ingv.it) che fornisce un quadro delle aree più pericolose in Italia. La mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale (GdL MPS, 2004; rif. Ordinanza PCM del 28 aprile 2006, n. 3519, All. 1b) è espressa in termini di accelerazione orizzontale del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, riferita a suoli rigidi (Vs30>800 m/s; cat. A, punto 3.2.1 del D.M. 14.09.2005).

I colori indicano i diversi valori di accelerazione del terreno che hanno una probabilità del 10% di essere superati in 50 anni. Indicativamente i colori associati ad accelerazioni più basse indicano zone meno pericolose, dove la frequenza di terremoti più forti è minore rispetto a quelle più pericolose, ma questo non significa che non possano verificarsi.

Mappa di pericolosità sismica

Mappa di pericolosità sismica

In questa mappa è riportato un particolare del modello di pericolosità sismica del territorio nazionale e la stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Mappe di scuotimento
Mappa del risentimento sismico
Cronologia delle localizzazioni calcolate
Tipo Magnitudo Tempo origine (UTC) Latitudine Longitudine Profondità (km) Ora pubblicazione (UTC) Autore ID Localizzazione
Bollettino
Rev1000
Md 3.1
ML-VAX 1.6
2001-06-16
01:24:03
41.62 14.305 5 2013-07-15
08:41:04
Bollettino Sismico Italiano INGV 419919
Localizzazione e magnitudo preferite finora.
Parametri della localizzazione preferita

Localizzazione

Campo Valore
Tempo (UTC) 2001-06-16 01:24:03 ± 0.176
Latitudine 41.6200 ± 0.0157
Longitudine 14.3050 ± 0.0139
Profondità (km) 5 (operator assigned)
Metodo di valutazione manual
Stato della valutazione reviewed
Versione 1000 -> BULLETIN-VAX
Tipo di evento earthquake
ID localizzazione 419919

Incertezze

Campo Valore
Tipo di incertezza horizontal uncertainty
Semi-asse maggiore dell'ellisse di confidenza (metri)
Semi-asse minore dell'ellisse di confidenza (metri)
azimuth dell’asse maggiore dell’ellisse di confidenza (gradi)
Regione di confidenza sul piano orizzontale espressa mediante singolo valore di incertezza (metri) 2093.5
Livello di confidenza dell'incertezza (%) 68

Qualità

Campo Valore
Maggiore gap azimutale nella distribuzione delle stazioni all'epicentro 109
Numero di fasi associato indipendentemente se utilizzate nella localizzazione (determinazione dell'Origin) 19
Numero di fasi 19
Scarto quadratico medio dei residui di tempo risultanti dal calcolo del tempo origine (Origin) della localizzazione (sec) 0.4
Distanza epicentrale della stazione piu' vicina (gradi) 0.00121
Distanza epicentrale della stazione piu’ lontana (gradi) 0.01344
Numero di stazioni in cui l’evento e’ stato osservato 13
Numero di stazioni usate nel calcolo dell'Origin 13
Parametri delle magnitudo

Md:3.1

Campo Valore
Valore 3.1
Incertezza
Num. stazioni usate 3
Tipo di magnitudo Md
Localizzazione di riferimento 419919
Agenzia INGV
Autore Bollettino Sismico Italiano INGV
Tempo di creazione (UTC) 2013-01-04 23:35:55

ML:1.6

Campo Valore
Valore 1.6
Incertezza
Num. stazioni usate 9
Tipo di magnitudo ML
Localizzazione di riferimento 419919
Agenzia INGV
Autore Bollettino Sismico Italiano INGV
Tempo di creazione (UTC) 2015-04-28 13:07:13
Tempi di arrivo
SCNL Time Uncertainty Polarity Evaluation_mode Phase Azimuth Distance Takeoff_angle Residual Weight
--.RGNG.Z. 2001-06-16T01:24:37.50 10.0 undecidable manual SG 86 0.0086 0.52 0.4
--.NRCA.Z. 2001-06-16T01:24:31.88 10.0 undecidable manual PN 324 0.0134 1.12 0.2
--.MNS.Z. 2001-06-16T01:24:31.70 10.0 undecidable manual PN 302 0.0128 1.29 0.1
--.SGO.Z. 2001-06-16T01:24:28.20 10.0 negative manual PN 144 0.0117 -0.02 2.1
--.MU9.Z. 2001-06-16T01:24:27.10 10.0 undecidable manual PN 133 0.0111 -0.05 1.1
--.RGNG.Z. 2001-06-16T01:24:22.53 10.0 undecidable manual PG 86 0.0086 -0.23 1.2
--.VTB1.Z. 2001-06-16T01:24:21.78 10.0 undecidable manual SG 150 0.0045 -0.46 0.5
--.RFI.Z. 2001-06-16T01:24:19.99 10.0 undecidable manual SG 216 0.0036 1.2 0.1
--.MRB1.Z. 2001-06-16T01:24:18.49 10.0 undecidable manual PG 134 0.0063 0.47 1.2
--.SMB1.Z. 2001-06-16T01:24:18.20 10.0 undecidable manual SG 125 0.0034 0.02 0.6
--.FG2.Z. 2001-06-16T01:24:16.73 10.0 undecidable manual PG 73 0.0059 -0.59 1
--.VTB1.Z. 2001-06-16T01:24:13.74 10.0 undecidable manual PG 150 0.0045 -0.51 1.1
--.RFI.Z. 2001-06-16T01:24:12.52 10.0 undecidable manual PG 216 0.0036 0.26 1.5
--.SMB1.Z. 2001-06-16T01:24:11.65 10.0 undecidable manual PG 125 0.0034 -0.26 1.5
--.RVI2.Z. 2001-06-16T01:24:10.72 10.0 undecidable manual SG 270 0.0019 -0.99 0.2
--.SDI.Z. 2001-06-16T01:24:10.49 10.0 undecidable manual PG 283 0.0034 -1.35 0.2
--.RNI2.Z. 2001-06-16T01:24:08.32 10.0 undecidable manual SG 306 0.0012 -0.71 0.3
--.RVI2.Z. 2001-06-16T01:24:07.85 10.0 positive manual PG 270 0.0019 -0.32 2.8
--.RNI2.Z. 2001-06-16T01:24:06.87 10.0 negative manual PG 306 0.0012 0.25 2.9
TDMT - Time Domain Moment Tensor
Meccanismi di sorgente sismica nell'area
Meccanismi di sorgente sismica

Meccanismi di sorgente sismica

In questa mappa sono riportate i meccanismi di sorgente sismica dei terremoti dal 1977 alla data di questo evento. I tensori momento in rosso sono ottenuti con la tecnica del Regional Centroid Moment Tensor (RCMT, http://www.bo.ingv.it/RCMT; https://doi.org/10.13127/rcmt/euromed) e vengono calcolati per eventi sismici di magnitudo maggiore di 4.5 nella regione euro-mediterranea. Talvolta, se la disponibilità dei dati lo permette vengono calcolati anche per eventi di magnitudo inferiore, fino a 4.0. I tensori momento in grigio sono calcolati con la tecnica del Time Domain Moment Tensor (TDMT, http://terremoti.ingv.it/tdmt) per terremoti di magnitudo maggiore di 3.2, quando i dati lo permettono. La dimensione dei simboli è proporzionale alla magnitudo momento Mw dell’evento.
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