Magnitudo
Per la maggior parte dei terremoti pubblicati in ISIDe dal 16 aprile 2005 è stata calcolata
la magnitudo locale ML. Il gran numero di sismometri a tre componenti installati negli ultimi 6 anni
in Italia assicura oggi il calcolo della magnitudo locale anche per i terremoti più piccoli.
I notevoli vantaggi dovuti a una rete sismica costituita da numerosi sensori furono evidenti quando,
nell’aprile 2005, si iniziò ad usare giornalmente, per la produzione del Bollettino Sismico italiano,
un nuovo sistema di analisi di segnali sismici che permette oggi di revisionare la totalità dei segnali
generati dalla Rete Sismica Nazionale. La completezza del catalogo raggiunse la magnitudo ML =1.6 negli
ultimi nove mesi del 2005, con un incremento di due decimi rispetto alla magnitudo di completezza
degli ultimi nove mesi del 2004 (ML=1.8).
È ben noto che il calcolo della magnitudo locale richiede una correzione per le stazioni più vicine
o più lontane di 100 chilometri dall’ipocentro. Non è stata ancora pubblicata una funzione di correzione
valida per l’intero territorio italiano, sebbene siano stati pubblicati lavori che hanno individuato funzioni
di correzione valide per sotto-aree in Italia settentrionale e in Sicilia e altre ricerche siano in corso
su scala nazionale.
Al momento stiamo usando la relazione di Hutton e Boore, valida per la California meridionale:
ML = log10(amp) + 1.110 log10(hd) + 0.00189 hd+ 3.591 (Hutton-Boore)
dove “amp” è la metà della massima ampiezza picco-picco espressa in metri e “hd” è la distanza ipocentro-stazione
in chilometri. La relazione è stata calcolata per la California meridionale; essa aderisce ai valori effettivi
per distanze ipocentro-stazioni maggiori di 100 chilometri, ma sovrastima la magnitudo locale per stazioni a
distanze inferiori di 100 chilometri (M. Di Bona, comunicazione personale).
Di conseguenza le magnitudo dei terremoti
più grandi, registrati da molte stazioni anche a grande distanza, rimangono attendibili anche se calcolate con la
relazione di Hutton-Boore. Al contrario le magnitudo di eventi piccoli potrebbero essere affette da un errore dovuto
alla prevalenza di stazioni vicine che sovrastimano la ML. Questo fatto suggerisce l’ipotesi che,
dopo una più precisa calibrazione di una relazione magnitudo-distanza valida per l’Italia,
la completezza dell’attuale catalogo sismico potrebbe risultare inferiore a ML=1.6.
Calcoliamo una ML esatta di stazione dalle componenti orizzontali dei sensori a larga banda a tre
componenti e una magnitudo d’evento come media “trimmed” (di Huber) delle magnitudo di stazione
con cut-off a 0.3. Quando non sia disponibile una magnitudo locale, perché l’evento non è stato
registrato da stazioni a larga banda a tre componenti, calcoliamo la magnitudo di stazione
da durata Md secondo la relazione (Di Sanza, Console):
Md = 2 *log10(dur + ed* 0.082) - 0.87
valida per distanze epicentro-stazione inferiori a 600 chilometri, dove “dur” è la durata del segnale sismico
alla stazione e “ed” è la distanza epicentro-stazione.