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Ultimo aggiornamento: Agosto 2012 

Magnitudo

Per la maggior parte dei terremoti pubblicati in ISIDe dal 16 aprile 2005 è stata calcolata la magnitudo locale ML. Il gran numero di sismometri a tre componenti installati negli ultimi 6 anni in Italia assicura oggi il calcolo della magnitudo locale anche per i terremoti più piccoli. I notevoli vantaggi dovuti a una rete sismica costituita da numerosi sensori furono evidenti quando, nell’aprile 2005, si iniziò ad usare giornalmente, per la produzione del Bollettino Sismico italiano, un nuovo sistema di analisi di segnali sismici che permette oggi di revisionare la totalità dei segnali generati dalla Rete Sismica Nazionale. La completezza del catalogo raggiunse la magnitudo ML =1.6 negli ultimi nove mesi del 2005, con un incremento di due decimi rispetto alla magnitudo di completezza degli ultimi nove mesi del 2004 (ML=1.8).

È ben noto che il calcolo della magnitudo locale richiede una correzione per le stazioni più vicine o più lontane di 100 chilometri dall’ipocentro. Non è stata ancora pubblicata una funzione di correzione valida per l’intero territorio italiano, sebbene siano stati pubblicati lavori che hanno individuato funzioni di correzione valide per sotto-aree in Italia settentrionale e in Sicilia e altre ricerche siano in corso su scala nazionale. Al momento stiamo usando la relazione di Hutton e Boore, valida per la California meridionale:

ML = log10(amp) + 1.110 log10(hd) + 0.00189 hd+ 3.591 (Hutton-Boore)

dove “amp” è la metà della massima ampiezza picco-picco espressa in metri e “hd” è la distanza ipocentro-stazione in chilometri. La relazione è stata calcolata per la California meridionale; essa aderisce ai valori effettivi per distanze ipocentro-stazioni maggiori di 100 chilometri, ma sovrastima la magnitudo locale per stazioni a distanze inferiori di 100 chilometri (M. Di Bona, comunicazione personale). Di conseguenza le magnitudo dei terremoti più grandi, registrati da molte stazioni anche a grande distanza, rimangono attendibili anche se calcolate con la relazione di Hutton-Boore. Al contrario le magnitudo di eventi piccoli potrebbero essere affette da un errore dovuto alla prevalenza di stazioni vicine che sovrastimano la ML. Questo fatto suggerisce l’ipotesi che, dopo una più precisa calibrazione di una relazione magnitudo-distanza valida per l’Italia, la completezza dell’attuale catalogo sismico potrebbe risultare inferiore a ML=1.6.

Calcoliamo una ML esatta di stazione dalle componenti orizzontali dei sensori a larga banda a tre componenti e una magnitudo d’evento come media “trimmed” (di Huber) delle magnitudo di stazione con cut-off a 0.3. Quando non sia disponibile una magnitudo locale, perché l’evento non è stato registrato da stazioni a larga banda a tre componenti, calcoliamo la magnitudo di stazione da durata Md secondo la relazione (Di Sanza, Console):

Md = 2 *log10(dur + ed* 0.082) - 0.87

valida per distanze epicentro-stazione inferiori a 600 chilometri, dove “dur” è la durata del segnale sismico alla stazione e “ed” è la distanza epicentro-stazione.