Terremoto (esplosione in cava) di magnitudo Md 1.4 del 21-06-2013 ore 09:31:36 (Italia) in zona: 2 km E Piobbico (PU)

Un terremoto (esplosione in cava) di magnitudo Md 1.4 è avvenuto nella zona: 2 km E Piobbico (PU), il

  • 21-06-2013 07:31:36 (UTC)
  • 21-06-2013 09:31:36 (UTC +02:00) ora italiana

con coordinate geografiche (lat, lon) 43.5960, 12.5330 ad una profondità di 0 km.

Il terremoto è stato localizzato da: Bollettino Sismico Italiano INGV.

Tipo di evento: esplosione in cava.

Ricerca terremoti: Qualsiasi nel raggio di 30 km

I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare tali stime.

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Comuni entro 20 km dall'epicentro

Le distanze sono calcolate in base alle coordinate geografiche del Municipio (Istat).
Comune Prov Dist Pop Cum Pop
Piobbico PU 2 2029 2029
Urbania PU 8 7099 9128
Apecchio PU 10 1882 11010
Cagli PU 11 8731 19741
Acqualagna PU 12 4393 24134
Peglio PU 12 696 24830
Sant'Angelo in Vado PU 12 4133 28963
Fermignano PU 13 8596 37559
Cantiano PU 16 2245 39804
Mercatello sul Metauro PU 17 1378 41182
Urbino PU 17 15019 56201
Lunano PU 17 1527 57728
Piandimeleto PU 17 2167 59895
Belforte all'Isauro PU 19 769 60664
Pietralunga PG 19 2111 62775
Frontone PU 19 1300 64075

Città più vicine con almeno 50000 abitanti

Il terremoto è stato localizzato
47 Km a SW di Pesaro (94582 abitanti)
48 Km a SW di Fano (60888 abitanti)
52 Km a S di Rimini (147750 abitanti)
54 Km a E di Arezzo (99543 abitanti)
56 Km a N di Perugia (166134 abitanti)
65 Km a SE di Cesena (96758 abitanti)
72 Km a N di Foligno (57155 abitanti)
80 Km a W di Ancona (100861 abitanti)
80 Km a SE di Forlì (117913 abitanti)
93 Km a SE di Faenza (58541 abitanti)
95 Km a S di Ravenna (159116 abitanti)
Sismicità recente e storica

Queste mappe mostrano l'attività sismica della zona in diversi intervalli temporali, precedenti all’evento sismico a cui si riferiscono. Per quel che riguarda le prime due mappe, i dati riportati provengono dalle analisi effettuate in tempo reale dal personale delle Sale Operative dell'INGV subito dopo ogni terremoto. La terza mappa mostra i dati dal 1985 alla data del terremoto: le localizzazioni sono riviste dagli analisti sismologi del Bollettino Sismico Italiano dell'INGV. I parametri della localizzazione (coordinate ipocentrali e magnitudo) sono la migliore stima possibile con i dati a disposizione dell’INGV, ma sono costantemente aggiornati in funzione di ulteriori dati che si rendano disponibili. I parametri della localizzazione e della magnitudo, successivamente rivisti dagli analisti sismologi, possono variare.

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 0.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, nelle 72 ore precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 2.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi, confinanti nei 90 giorni precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 3.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, dal 1985 alla data di questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dall'anno 1000 al 2019

I terremoti dall'anno 1000 al 2019

In questa mappa sono riportati i terremoti del catalogo storico CPTI15 (Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, v3.0, https://doi.org/10.13127/cpti/cpti15.3) dall'anno 1000 all'anno 2019. La grandezza del quadrato indica le diverse classi di magnitudo. Per gli eventi di magnitudo stimata ≥ 6.0 è indicato l'anno in cui è avvenuto il terremoto. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Pericolosità sismica

Con pericolosità sismica si intende lo scuotimento del suolo atteso in un sito a causa di un terremoto. Essendo prevalentemente un’analisi di tipo probabilistico, si può definire un certo scuotimento solo associato alla probabilità di accadimento nel prossimo futuro. Non si tratta pertanto di previsione deterministica dei terremoti, obiettivo lungi dal poter essere raggiunto ancora in tutto il mondo, né del massimo terremoto possibile in un’area, in quanto il terremoto massimo ha comunque probabilità di verificarsi molto basse.

Nel 2004 è stata rilasciata questa mappa della pericolosità sismica (http://zonesismiche.mi.ingv.it) che fornisce un quadro delle aree più pericolose in Italia. La mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale (GdL MPS, 2004; rif. Ordinanza PCM del 28 aprile 2006, n. 3519, All. 1b) è espressa in termini di accelerazione orizzontale del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, riferita a suoli rigidi (Vs30>800 m/s; cat. A, punto 3.2.1 del D.M. 14.09.2005).

I colori indicano i diversi valori di accelerazione del terreno che hanno una probabilità del 10% di essere superati in 50 anni. Indicativamente i colori associati ad accelerazioni più basse indicano zone meno pericolose, dove la frequenza di terremoti più forti è minore rispetto a quelle più pericolose, ma questo non significa che non possano verificarsi.

Mappa di pericolosità sismica

Mappa di pericolosità sismica

In questa mappa è riportato un particolare del modello di pericolosità sismica del territorio nazionale e la stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Mappe di scuotimento
Mappa del risentimento sismico
Cronologia delle localizzazioni calcolate
Tipo Magnitudo Tempo origine (UTC) Latitudine Longitudine Profondità (km) Ora pubblicazione (UTC) Autore ID Localizzazione
Bollettino
Rev1000
Md 1.4 2013-06-21
07:31:36
43.5957 12.5327 0 2015-01-20
11:26:32
Bollettino Sismico Italiano INGV 6480031
Rivista
Rev100
Md 1.4 2013-06-21
07:31:36
43.5948 12.5328 0 2014-10-21
12:08:56
Sala Sismica INGV-Roma 3718011
Localizzazione e magnitudo preferite finora.
Parametri della localizzazione preferita

Localizzazione

Campo Valore
Tempo (UTC) 2013-06-21 07:31:36 ± 0.17
Latitudine 43.5957 ± 0.0063
Longitudine 12.5327 ± 0.0099
Profondità (km) 0 (operator assigned)
Metodo di valutazione manual
Stato della valutazione reviewed
Versione 1000 -> BULLETIN-INGV
Tipo di evento quarry blast
ID localizzazione 6480031

Incertezze

Campo Valore
Tipo di incertezza uncertainty ellipse
Semi-asse maggiore dell'ellisse di confidenza (metri) 1010
Semi-asse minore dell'ellisse di confidenza (metri) 370
azimuth dell’asse maggiore dell’ellisse di confidenza (gradi) 312
Regione di confidenza sul piano orizzontale espressa mediante singolo valore di incertezza (metri) 1010.0
Livello di confidenza dell'incertezza (%) 68

Qualità

Campo Valore
Maggiore gap azimutale nella distribuzione delle stazioni all'epicentro 218
Numero di fasi associato indipendentemente se utilizzate nella localizzazione (determinazione dell'Origin) 11
Numero di fasi 11
Scarto quadratico medio dei residui di tempo risultanti dal calcolo del tempo origine (Origin) della localizzazione (sec) 0.2
Distanza epicentrale della stazione piu' vicina (gradi) 0.03777
Distanza epicentrale della stazione piu’ lontana (gradi) 0.23203
Numero di stazioni in cui l’evento e’ stato osservato 6
Numero di stazioni usate nel calcolo dell'Origin 6
Parametri delle magnitudo

Md:1.4

Campo Valore
Valore 1.4
Incertezza 0.1
Num. stazioni usate 3
Tipo di magnitudo Md
Localizzazione di riferimento 6480031
Agenzia INGV
Autore Bollettino Sismico Italiano INGV
Tempo di creazione (UTC) 2014-12-02 16:40:29

Md:1.4

Campo Valore
Valore 1.4
Incertezza 0.1
Num. stazioni usate 3
Tipo di magnitudo Md
Localizzazione di riferimento 3718011
Agenzia INGV
Autore Sala Sismica INGV-Roma
Tempo di creazione (UTC) 2013-06-21 07:46:14
Tempi di arrivo
SCNL Time Uncertainty Polarity Evaluation_mode Phase Azimuth Distance Takeoff_angle Residual Weight
IV.ATVO.HHZ. 2013-06-21T07:31:45.47 0.6 undecidable manual S 203 0.2320 90 0.48 44
IV.MPAG.EHZ. 2013-06-21T07:31:42.54 0.6 undecidable manual S 78 0.1673 90 0.04 49
IV.FRON.EHZ. 2013-06-21T07:31:42.41 0.6 undecidable manual S 119 0.1601 90 0.2 47
IV.ATVO.HHZ. 2013-06-21T07:31:41.20 0.3 negative manual P 203 0.2320 90 -0.01 73
IV.FSSB.HHZ. 2013-06-21T07:31:40.88 0.6 undecidable manual P 61 0.2014 90 0.35 46
IV.FRON.EHZ. 2013-06-21T07:31:39.50 0.3 undecidable manual P 119 0.1601 90 -0.1 72
IV.MPAG.EHZ. 2013-06-21T07:31:39.58 0.3 undecidable manual P 78 0.1673 90 -0.19 71
IV.PIEI.HHZ. 2013-06-21T07:31:38.25 0.6 undecidable manual S 178 0.0603 91 -0.1 49
IV.NARO.HHZ. 2013-06-21T07:31:37.60 0.6 undecidable manual S 66 0.0378 92 0.09 49
IV.PIEI.HHZ. 2013-06-21T07:31:37.15 0.1 positive manual P 178 0.0603 91 -0.23 96
IV.NARO.HHZ. 2013-06-21T07:31:36.84 0.1 undecidable manual P 66 0.0378 92 -0.05 100
Ampiezza e Magnitudo per ciascuna stazione
SCNL mag Generic_amplitude Period Type Category Unit Time_window_reference
IV.NARO.HHZ. Md:1.2 11 END duration s
IV.PIEI.HHZ. Md:1.5 15 END duration s
IV.FRON.EHZ. Md:1.4 13 END duration s
TDMT - Time Domain Moment Tensor
Meccanismi di sorgente sismica nell'area
Meccanismi di sorgente sismica

Meccanismi di sorgente sismica

In questa mappa sono riportate i meccanismi di sorgente sismica dei terremoti dal 1977 alla data di questo evento. I tensori momento in rosso sono ottenuti con la tecnica del Regional Centroid Moment Tensor (RCMT, http://www.bo.ingv.it/RCMT; https://doi.org/10.13127/rcmt/euromed) e vengono calcolati per eventi sismici di magnitudo maggiore di 4.5 nella regione euro-mediterranea. Talvolta, se la disponibilità dei dati lo permette vengono calcolati anche per eventi di magnitudo inferiore, fino a 4.0. I tensori momento in grigio sono calcolati con la tecnica del Time Domain Moment Tensor (TDMT, http://terremoti.ingv.it/tdmt) per terremoti di magnitudo maggiore di 3.2, quando i dati lo permettono. La dimensione dei simboli è proporzionale alla magnitudo momento Mw dell’evento.
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